Ranucci perde, non solo il ricorso contro la Rai

La redazione era "unitissima e coesa", assicurava Ranucci. "Tutto il resto è puramente sciacallaggio", assicurava ripetutamente.
Poi leggi l’ordinanza completa del giudice del lavoro e trovi una "profonda frattura" con la quasi totalità della redazione, risposte dai "toni sprezzanti quanto categorici" e colleghi che chiedevano di condividere la gestione del programma, ricevendo una lezione sulle gerarchie.
E così ottieni conferma di quanto, da settimane, provavi a spiegare all'esercito di groupie: Ranucci lo ha scaricato in primis la sua stessa redazione, che ha messo i picchetti non per riaverlo, ma per assicurarsi di avere i giusti successori. Fine.
Niente complotto di Meloni & co o tanto meno della mafia: i suoi stessi fedelissimi, comprensibilmente, soprattutto dopo l'imbarazzante silenzio tombale sull'amico intimo che gli ha quasi ucciso la figlia con la "bomba d'amore", hanno prima proposto un forte ridimensionamento del suo ruolo da capo sapremo e, visto il diniego, "tagliato la testa" al loro Napoleone.
Ieri comunque mi è infatti arrivato il provvedimento integrale (31 pagine, vedi subito sotto) che respinge il ricorso d’urgenza di Ranucci contro la Rai. Sono 31 pagine, mi sono preso il tempo e la briga di leggerle tutte, con il solito occhio neutrale.
Sotto, per gli iscritti (gratuiti) alla newsletter, potete trovare il resto dell'articolo e l'ordinanza completa

